La mia Patagonia 18/01/2016

La mia Patagonia 18/01/2016

18/01 Dopo una notte al freddo nell’ostello “El Indio” en villa Amengual, partiamo, per fortuna in discesa, in direzione di Villa Mañihuales. La nostra pedalata è rilassata poiché sappiamo, che la tappa di oggi è forse la meno dura del viaggio.

Il paesaggio inizia a modificarsi, le valli iniziano ad allargarsi e spuntano le fattorie circondati da  grandi prati verdi.

La strada è ancora asfaltata in leggera discesa, cosa che ci permette dir raggiungere villa Mañihuales per l’ora di pranzo.

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Ci sentiamo bene e quindi, tutti insieme, decidiamo di pranzare e continuare, senza darci una meta precisa, ma calcolando di iniziare a trovare un posto dove mettere la tenda intorno alle 7:30 di sera., in modo da avvicinarsi il più possibile a Coyahique.

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Visto questa decisione, ci concediamo un pranzo in una graziosa tavola calda. IL menù è composto da: Tapas, minestrone con riso verdure lesse e manzo. Oltre all’immancabile birra.

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Ripartiamo carichi a molla per percorrere più Km possibili in direzione di Coyahique.

La carrettiera Austral continuerebbe diritto verso il capoluogo della regione di Aysen, mentre noi imbocchiamo un deviazione, più panoramica, costeggiando il fiume  Mañihuales. Appena scattate le 7:30 iniziamo a guardarci intorno, e trovare un posto dove dormire. In lontananza scorgiamo un campo con una casa e delle persone.Gabriele, che di noi è quello, con il viso più angelico, va a chiedere ospitalità.

Con stupore la famiglia non solo ci lascia dormire nella loro casetta, ma ci invita nella loro casa di Coyahique il giorno seguente. Jorge, così si chiama il capo famiglia, inizia a tirare fuori birre e vino, lasciandole sul tavolo nel caso ne avessimo avuto bisogno. Mentre io e Jody parliamo  con lui, Gabriele stava scattando delle foto alla figlia Tamara e al suo piccoletto di nome Augustin, che di fatto mi dava tanto l’idea di trovarmi di fronte al bambino del film Jerry Maguire. A completare il quadretto c’è una dolcissima cavalla in cinta, che mentre facciamo stretching si avvicina a Jody respirandogli nell’orecchio, cosa che a dir suo lo ha fatto rilassare ulteriormente. Salutiamo i Saenz e ci diamo appuntamento a Coyhaique per domani appena finita la nostra ennesima faticata in bici. Iniziamo a scattare una serie di foto ricordo una più bella dell’altra, ancora increduli della fortuna che abbiamo avuto.

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Prima di cena decidiamo di andare ad immergere le nostre stanche gambe nell’acqua ghiacciata del fiume sottostante. Quindici minuti di panico e tanto divertimento, spensierati lontano da tutto, solo noi, la Patagonia e le nostre biciclette.Questo è il pensiero con il quale esausto ma felice mi sono addormentato.

 

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