La mia Patagonia 24/01/06

La mia Patagonia 24/01/06

24/01 124 km 1900 metri di dislivello da consumarsi nella splendida cornice della Carretera Austral tra Cochrane e Puerto Yungai. Mi alzo con una certa ansia, sapendo di dover affrontare forse la giornata più dura dell’intero viaggio. Colazione ormai da giorni a base di pane e marmellata, prelievo al bancomat e via si parte. Nemmeno 100 metri e Jody rompe la catena, niente di grave, falsa maglia e si riparte. Il paesaggio ha un che di magico. Ghiacciai, laghi, lagune e abeti, oltre all’onnipresente ripio. I miei tre ormai quattro compagni di viaggio, oggi sembrano essere particolarmente in forma, non riesco a tenere il loro passo nei primi km così, decido di concentrarmi sul panorama. È così cerco di fare per tutta la giornata. Stiamo andando verso sud, le salite sono una costante ma non troppo ripide, in più addolcite dal pensiero di sentirsi soli a tu per tu con la natura. Ogni ora facciamo una pausa, il tempo passa inesorabile e la fatica inizia a farsi sentire. Verso metà pomeriggio inizio ad avere un passo decente che mi dà iniezioni di fiducia, inizio a pensare davvero di potercela fare anche se mancano ancora 49km di cui gli ultimi su una terrificante salita lunga 20km. Durante una delle nostre pause, facciamo la conoscenza di tre ragazze svizzere, bikepackers che vedendoci arrivare così carichi hanno una reazione di stupore. Le tre simpatiche avventuriere stanno percorrendo la Carretera da sud a nord, stoiche!

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Dopo qualche foto con loro ripartiamo, il percorso è in piano e in direzione ovest e costeggia l’unione dei fiumi Nef e Baker, prima di virare bruscamente verso sud.

Cartello 20km a Puerto Yungai questo significa l’inizio della terrificante salita. I primi 2 km le pendenze raggiungono il 12 per cento redendo il nostro cammino un inferno. Per fortuna dopo 4 km le pendenze diminuiscono lasciando spazio ad una salita più mansueta, ma maledettamente lunga.

I paesaggi sono da sogno, cime innevate, passi di montagna lagune nascoste tra gli alberi e continui sali scendi che ti permettono di ammirare a 360 gradi il panorama.

Intanto io e martin siamo andati un pochino avanti, mentre Jody e Gabri si sono fermati a fare alcune foto ad una laguna poco dopo il passo.

Finalmente dopo 12 ore in sella arriviamo a destinazione, un molo da dove prenderemo il traghetto e un piccolo bar, che eravamo sicuri fosse aperto.

Stavano facendo le pulizie, entriamo e gentilmente gli chiediamo dei biscotti e delle patatine. È tutto buonissimo, ma del resto con così tanta fame, cosa non lo sarebbe ?!

Yungai è dotato anche di uno splendida stanza di attesa per i traghetti, perfetta per i nostri materassini e sacchi a pelo.

Così dopo una buona mezz’ora di stretching e una aspirina, verso le 23 ci addormentiamo distrutti ma orgogliosi di ciò che abbiamo compiuto, di ciò che siamo: Bikepackers.
Il pensiero ancora vivo del risultato di ieri, rende il risveglio dolce e i 100km e i 1500 metri di dislivello da affrontare meno spaventosi, quasi come se le giornate fino a 100km fossero ormai delle allegre scampagnate.

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