La mia Patagonia 20/01/16

La mia Patagonia 20/01/16

20/01 Oggi sveglia di buon ora, ci aspettano 90km e 1400metri di dislivello con arrivo a Villa Cerro Castillo. In tutti i viaggi dove la fatica è una costante e dove la stanchezza può prendere il sopravvento è sempre bene essere in MOLTO pochi e con un rapporto ULTRA consolidato, tanto prima o poi qualche discussione viene fuori. E così alle 7 di mattina io e Jody iniziamo a litigare per una stupidaggine sui carichi delle bici, un litigio che ha rischiato di minare il resto del viaggio. Ma per fortuna, come scriverò più tardi, tutto è andato per il meglio. Dopo questa scaramuccia iniziamo a pedalare su asfalto, i primi km sono in leggero falsopiano, attraversano campi con i simpatici animali da fattoria Mucche, cavalli e pecore che ci fanno compagnia Km dopo Km. Sappiamo bene che la parte più faticosa sarà nella seconda metà della giornata, quindi cerchiamo di preservare le energie.

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Dopo una 40 di km incontriamo Martin, il ragazzo tedesco che avevamo intravisto per la prima volta sotto l’acqua sul passo di montagna tra Puyuhuapi e Villa Amengual, dove tra l’altro il touch del mio gps aveva smesso di funzionare, causa troppa acqua.Iniziamo a pedalare insieme e a raccontarci le nostre storie. Anche lui oggi ha intenzione di arrivare a Villa Cerro Castillo, quindi almeno per oggi il gruppo è composto da 4 persone. In cima alla salita, che porta all’entrata del Parco Naturale Cerro Castillo, Gabriele rompe il cambio, Con Jody decidono di fare l’autostop,per tornare a Coyaique per cercare una “Tienda” di biciclette per sostituire il cambio, prendere un taxi per ritornare al punti dove hanno lasciato la bici di Jody e tutte le borse, per poi raggiungerci in tarda serata (notte) a Cerro Castillo. Nel frattempo io e Martin continuiamo, la strada, che all’inizio sembra in discesa, ma purtroppo inizia un falsopiano con vento contrario che ci farà sprecare molte energie. I panorami sono mozzafiato, ma il vento è davvero insopportabile. Tra una pedalata e l’altra arriviamo al famoso serpentone (punto panoramico sulla valle del Pueblo di Cerro Castillo), dove Gabriele nella sua mente aveva immaginato di scattare un certo tipo di foto, che causa di forza maggiore non ha potuto fare. Il tempo inizia a peggiorare, la pioggia diventa sempre più intensa, ma menomale gli ultimi 10km sono tutti in discesa. Con Martin decidiamo di ritrovarci per cena nell’unica osteria (o parvenza di tale), dopo aver trovato lui un camping e io una Cabaña o Hospedaje per 3 persone, in attesa di notizie dai mie compagni di viaggio.Il paese è a dir poco deprimente come, l’Hospedaje che trovo. Sicuramente sul podio dei posti più brutti dove abbia mai dormito. Vi dico solo che i gestori bevevano vino rosso con dentro latte in polvere, che all’inizio sembrava yogurt ai frutti di bosco i letti erano in delle camerate squallide e avevano una forma collinare, si avete capito bebe collinare. Nel senso che c’erano le gobbe sui materassi

A cena con Martin iniziamo a parlare dei nostri due blog, mentre lui parla dentro di me nasce come una specie di ammirazione nei suoi confronti, la mia mente continua a ripetermi, questo ragazzo è veramente in gamba.

Io gli parlo dei miei viaggi e dei mie progetti, lui mi parla dei suoi oltre 20 anni di ciclo turismo in giro per il mondo. E’ davvero piacevole sentirlo parlare.

Ordiniamo due hamburger con astatine e naturalmente birra. Con mio grande stupore mi arriva un mega panino, che penso sia la cosa migliore che hanno in quel paese. Il tempo sta ancora peggiorando e iniziamo a preoccuparci per Jody e Gabriele. Gli scrivo un messaggio con il nome dell’alloggio (se così si può definire). Mentre sono sdraiato sul letto (ancora vestito ) alle 10:10 PM vedo entrare  in camera i mie compagni, distrutti ma felici per la prova che avevano superato.

Dopo aver ribadito la bruttezza di quel posto e le condizioni a dir poco precarie, ci addormentiamo, cercando di far riposare i nostri corpi sulle “colline” dei nostri letti

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