La mia Patagonia 19/01/2016

La mia Patagonia 19/01/2016

19/01 Il risveglio è lento, visto che ci aspettano “solo” 70km. A malincuore lasciamo quell’angolo di paradiso per andare a scovarne altri. Pedaliamo costeggiando il fiume Mañihuales, attraversando ponti spettacolari con cascate imponenti. Iniziamo a notare fattorie, cavalli, mucche e pecore, che sono il comune denominatore di questa regione fino al lago General Carrera. La strada è divertente da pedalare se  non fosse per una terrificante, quanto famosa salita di 8 km che ti conduce alla collina, dalla quale puoi vedere tutto il centro urbano di Coyhaique. Ci fermiamo per un po’ di foto e straetching, prima di ripartire in discesa verso la città.

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Dentro di me penso ok anche oggi è finita è fatta, il tempo di dirlo e davanti a me appare una ultima salita di 1km, che conduce dritta nel cuore del centro urbano. Proprio in quell’istante esce il sole, inizio a scaldarmi rapidamente. A metà salta mi devo fermare per levarmi la felpa, troppo caldo. Praticamente in maglietta e pantaloncini arrivo alla fine della salita che porta su una delle strade principali, dove immediatamente ci fermiamo al primo pub-bar per una meritata birra di fine tappa.

Mentre ci riposiamo, sorseggiando 3 birre rosse, chiamiamo i nostri amici per farci venire a prendere.

Esausti ma felici di vederli, montiamo in macchina, caricando le bici sul loro pick-up. Con Jorge e sua moglie Luiz c’è anche l’altra figlia Makarena Per una anno a 17 anni ha abitato a Mantova, per un progetto di scambio culturale e quindi sfoggia un Italiano quasi perfetto. Arriviamo a casa dei Saenz, che ci mettono a disposizione, la lavatrice e la doccia. Dopo esserci lavati, Gabri e Jody vanno in città per fare un regalo di ringraziamento alla famiglia, mentre io rimango a casa a giocare con il bambino e lavorare in po’ al computer.

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I ragazzi tornano con delle magnifiche foto della loro famiglia scattate  da Gabriele ieri, sviluppate e incorniciate

Per cena la signora ci ha preparato, carne con vedere, ottimo piatto per recuperare dalle fatiche.

Ovviamente tra una birra e un buon bicchiere di vino cileno, le risate e gli aneddoti iniziano a prenderne il sopravvento, fino a quando la stanchezza arriva inesorabile.

Dopo aver salutato la signora il piccolino e le due sorelle, e naturalmente Jorge, ci dirigiamo al piano di spora dove ad aspettarci c’è un letto matrimoniale e un materassino. Io e Gabri nel lettone, Jody sul materassino e buonanotte a tutti.

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