La Mia Patagonia 14/11/2016

La Mia Patagonia 14/11/2016

Sono le 9:00 di mattina del 14/01/2017 e noi siamo sul molo di Raul Marin Balmaceda, pieni di energia e di aspettative, per quello che nel nostro immaginario sarà una delle esperienze più spettacolari del viaggio: l’avvicinamento alle balenottere azzurre su una barca di pescatori locali.

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La traversata in traghetto dura 5 ore, solcando le acque del Golfo di Corcovado, arrivando al villaggio di pescatori di Melinka sull’isola di Ascención. Durante la navigazione, Gabri inizia a lavorare sulle foto e sui video fatti fino a quel momento, tra un caffè un panino ed una foto al panorama, le ore iniziano a trascorrere. Finalmente arriviamo a Melinka, subito andiamo a fare i biglietti di ritorno, alle 3 di notte abbiamo il traghetto. Intanto ci dirigiamo all’unico ostello presente, per lasciare le bici, farci una doccia e posare le nostre cose in una camera, dove ci saremmo riposati fino al momento di prendere il traghetto di ritorno.

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L’ostello in questione è veramente ad un passo dall’attracco, ci sistemiamo nelle nostre stanze (una doppia e una singola) e subito chiediamo al gestore di trovarci una imbarcazione per andare a vedere le balene. Da quel momento inizia a fare una serie di telefonate per trovare l’imbarcazione. L’ho trovata aspettate qui tra circa 30 minuti arriverà il proprietario. Ci dice già il prezzo, cambiando versione più volte. La cosa non ci convince, dopo più di una ora del barcaiolo nemmeno l’ombra. Iniziamo a spazientirci, chiediamo spiegazioni, ma niente non riesce ad essere chiaro, nel frattempo andiamo a fare la spesa per il giorno seguente, visto che avremo dovuto affrontare la prima di tappa in bici: 121km 1200metri di dislivello in salita. Al nostro ritorno in ostello, il gestore ci dice che al prezzo pattuito non riesce a trovare nessuno. Dico io non ce lo potevi dire prima?! Il pensiero comune è che lui faccia da intermediario tra i pescatori ed i turisti e che nel prezzo che ti propone ci sia la sua percentuale. Non essendo con noi riuscito ad accordarsi per un prezzo che comprendesse tale percentuale, ha fatto saltare l’accordo, dicendoci di andare al molo per parlare direttamente con i pescatori.

Così facciamo e in un attimo abbiamo l’accordo. Due ore per una cifra intorno alle 80€.

E’ proprio come me lo ero immaginato, barca di pescatori locali (una bagnarola molto folcloristica) , l’equipaggio composto dalla famiglia: padre ai comandi, due figli e amichetto del figlio più piccolo.

Salpiamo pieni di speranza, visto che anche a bordo ci dicono che la possibilità di vederle è molto alta e che addirittura possono arrivare fin sotto all’imbarcazione. Quindi macchina fotografica in mano, go pro pronta all’uso e occhi spalancati. Il paesaggio è fantastico, stiamo navigando nelle acque descritte magistralmente da Luis Sepulveda nei suoi romanzi  Queste acque sono inoltre solcate dalla  Caleuche,,una nave fantasma che di notte naviga senza meta. Alcuni dicono che si tratti addirittura dell’Olandese Volante. Ma menomale siamo di giorno quindi il pericolo di essere attaccati da una nave pirata fantasma non c’è.

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Ma man mano che continuiamo la nostra esplorazione del golfo di Corcovado, spingendoci anche oltre, inizia a insinuarsi un altro pericolo: Le balene oggi potrebbero essere timide e non affiorare in superficie per farsi ammirare. Ci dicono di non distogliere mai lo sguardo dal mare, il famoso soffio delle balene può raggiungere anche i 9 metri di altezza. Così facciano per più di 2 ore ma niente da fare, Il figlio del pescatore  prova a consolarci coinvolgendoci nella pesca. Ma ormai la delusione, la stanchezza e la noia hanno preso il sopravvento. Rientriamo al porticciolo, paghiamo quanto pattuito e con il capo chino, ci avviamo verso l’ostello.

Ceniamo, (pollo, verdure, riso, birra) e ci avviamo verso le nostre camere. Domattina, anzi stanotte, la svegli suonerà molto presto: 2:30 am.

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