La mia Patagonia 12/01/2016

La mia Patagonia 12/01/2016

Ci alziamo e Guillermo è già li che prepara la colazione: Cordero della sera prima, uova e pane fritto. Una bomba energetica per recuperare le forze in fretta. La giornata in 4×4 sarà molto lunga e ci condurrà nel cuore del deserto patagonico (il settimo al ,mondo per superficie) Il silenzio e la solitudine ci accompagneranno tutto il giorno. L’appuntamento con la storia e l’archeologia non tarda ad arrivare, infatti giungiamo , a nord est di Chubut dove è stato scoperto il fossile del  pomodoro più antico del mondo, risalente a 50milioni di anni fa, che dice che assomigli al Tomaco, il mix tra pomodoro e tabacco inventato da Homer Simpson.  La zona viene chiamata dagli scienziati “Laguna del Hunco” è di circa 5 ettari e si formò dalla caldera di un “Super Vulcano” di 35km di diametro, più o meno come Yellowstone oggi. Ci addentriamo a piedi in una stretta valle, fino a quando iniziamo ad incontrare pietre di tutte le dimensioni, ognuna potenzialmente contenete il fossile di una pianta. La zona è veramente piena di fossili di piante, solo io ne incontro 10. Purtroppo non essendo un esperto e sinceramente nemmeno un appassionato della materia, apprezzare tutto questo, se non per la bellezza del paesaggio, è difficile.

Colazione a base di Cordereo e Mate

Colazione a base di Cordereo e Mate

_5D49533

Rimontiamo suoi nostri 4×4 e proseguiamo verso sud, il paesaggio inizia a mutare ancora una volta, ora sembra di essere in un cartone animato di willy il coyote, infatti stiamo attraversando la zona dei canyon, formazioni rocciose imponenti sembrano volermi dire: Heii attenzione qui è dove è nato il mondo. Sento chiaramente dentro di me il sentimento di rispetto crescere a dismisura tanto da avere quasi paura a fare troppe fotografie per non banalizzare cotanta bellezza.

_5D49556 _5D49593 _5D49622

 

Giungiamo in un luogo magico chiamato “Piedra Parada” diventato area protetta. Appassionati di arrampicata su roccia, arrivano qui da tutto il mondo per destreggiarsi tra le tante “vie” presenti. Pensate che ci sono ben 27 pareti, naturali  di tutte le difficoltà, pronte per essere scalate.

La cosa incredibile di questo luogo magico, è come geologia e climbing convivano perfettamente, arricchendosi l’uno con l’altra . Ad attenderci c’è la sorella di Eduardo, professoressa di storia e profonda conoscitrice della zona. Con lei facciamo una passeggiata culturale di circa 2 ore, all’interno del Canyon. Pare che la valle sia una antica caldera di vulcano, testimone di un processo geologico lungo 50anni, inoltre secondo uno studio del 1979, questa zona era abitata già 5070 anni fa. Inimmaginabile, come impressionante pensare che la “Pedra Parada” ha visto passare sotto i propri occhi, praticamente l’intera evoluzione umana.

All’ombra della Piedra-Parada  di ritorno dalla nostra escursione, ad aspettarci i nostri tre amici intenti a preparare una cena patagonica, con antipasto di crostini di avocado e salsiccia, bistecche di manzo con pomodori come main course.

Dopo aver provato la bici per qualche metro, decidiamo di spostarci nuovamente per avvicinarci al confine con il Cile. Alle 11pm, ormai buio da un po’ arriviamo nella cittadina di Esquel, dove ci fermiamo in campeggio. Montaggio tenda, doccia, e a letto. Domattina sveglia all’alba per essere presto al confine.

Nessun commento

Rispondi