Abetone in trekking

Abetone in trekking

C’era una volta, in un regno non molto lontano,un uomo che camminò per chilometri e chilometri attraverso valli incantate,impervi crinali e maestose vette alla ricerca di un tesoro nascosto…Non è una favola,ma il racconto della mia escursione all’Alpe delle tre Potenze,un luogo pieno di meraviglie e carico di magia.

Il percorso ha inizio in Val di Luce,un tempo chiamata Valle delle Pozze a causa della presenza di numerosi laghetti che d’inverno ghiacciando creano un effetto a specchio molto suggestivo.La seggiovia che arriva fino in cima al passo di Annibale accompagna il mio lungo cammino e con il suo flebile rumore mi fa strada divenendo un melodioso punto di riferimento.Dopo una salita abbastanza dura arrivo al primo step e incontro il rifugio La Terrazza,un’imponente struttura che offre riposo e ristoro ai molti escursionisti e visitatori della zona.La salita dopo il primo tratto si fa m

eno severa e senza neanche accorgermene arrivo al piccolo rifugio abbandonato,divenuto da tempo il punto panoramico più bello del Passo:lo scenario è sbalorditivo!Mi trovo a 1798 metri sopra il livello del mare,alle mie spalle la vallata si mostra in tutta la sua maestosità lasciandomi senza fiato,sono esterrefatto.Si narra che il generale Cartaginese Annibale nel 217 a.C,durante la seconda guerra punica,sia passato proprio da questo valico ma in realtà non è verosimile poiché questa zona all’epoca era assiduamente frequentata dai Romani che avrebbero prontamente individuato e bloccato la sua avanzata.

Proseguo la mia escursione  e dopo pochi minuti incontro il piccolo Lago Piatto,un lago di origine glaciale posto a 1823 metri s.l.m abitato da Tritoni e Sangui

sughe e caratterizzato da distese di Mirtilli,il luogo ideale per godermi un ottimo caffè!Preparo la mia fedele Moka,accendo il mio fornellino da campeggio e mi godo il mio meritato momento di relax.

Una volta rigeneratomi sono pronto ad affrontare la lunga ed impervia scalata verso l’Alpe delle tre Potenze,così chiamata perché in antichità segnava  il confine fra il Granducato di Toscana,il Ducato di Modena e il Ducato di Lucca.Il percorso è abbastanza duro e scosceso,ma vedere la vetta che si avvicina mi da coraggio ed energia e giunto sulla sommità,a 1940 metri s.l.m, quello che vedo mi ripaga di ogni singolo sforzo…mi sento come un personaggio di una fiaba che trova il tesoro tanto agognato e resto in estatica ammirazione per molto,molto tempo.Guardan

do in basso vedo il Lago Nero che sembra invitarmi a scendere e percorrendo il crinale per qualche metro ho la sensazione di camminare sospeso tra le nuovole.

Il sentiero che porta al Lago è un immenso tappeto di piante di mirtillo,uno spettacolo!E giunto in fondo ad aspettarmi c’è una merenda a base di formaggio e salame messa a disposizione dai volontari del piccolo rifugio situato a pochi metri dalla sponda.Da qui si può scorgere la mia prossima meta,la vetta del monte Gomito…è tempo di risalire.

Giunto ai piedi dei Denti della Vecchia,avendo tre opzioni,scelgo di prendere il sentiero di destra leggermente più lungo,ma meno scosceso e privo di tratti esposti(meglio non rischiare):sulla mia destra il panorama è veramente stupendo,di un verde così vivido che ho difficoltà a descriverlo…

In lontananza vedo il Rifugio del Monte Gomito,inizio a sentire il rumore dell’Ovovia,ancora pochi metri di salita e giungo alla recinzione metallica:sono a 189

2 metri s.l.m,da qui scenderò in seguito lungo la pista principale che mi riporterà in Val di Luce chiudendo così il mio percorso ad anello…non prima però di essermi rifocillato con una buonissima fetta di torta al cioccolato e una freschissima CocaCola.

Ho visitato molti luoghi durante la mia carriera di Atleta e grazie al mio lavoro di Guida e molti di questi mi sono rimasti nel cuore…questo avrà  un posto speciale!

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