#2 Marocco in bici da Marrakech al deserto del Sahara. Proseguimento dell’avventura

#2 Marocco in bici da Marrakech al deserto del Sahara. Proseguimento dell’avventura

Dal primo giorno che iniziai a pedalare sui sentieri e strade marocchine, mi resi subito conto che il Marocco è perfetto per essere visitato in bici. La prima cosa che ho notato è che ci sono un sacco di percorsi alternativi che puoi decidere di prendere in base alle tue esigenze. Con una buona mappa, un buona traccia gps e con l’interazione con le persone locali potrai adattare il tuo itinerario senza grandi difficoltà. Per esempio per arrivare alla gola di Dades, esiste una pista sperduta tra le montagne, dove puoi passare solo in mtb, a piedi o con i muli. Io sono riuscito a scovarla, trovandomi ad attraversare una delle zone più belle dell’intero viaggio. Se avessi seguito l’itinerario prefissatomi per la strada normale, per quanto bello, non avrei mai scoperto questo paradiso per mtb. Il mio viaggio verso il deserto continuava in solitaria tra le montagne dell’Alto Atlante, tra strade asfaltate e vere e proprie piste incastonate tra i monti. A parte nei villaggi, le uniche persone incontrate sono state bambini nomadi, pastori e allevatori di dromedari, dai quali ho bevuto latte appena munto di dromedario. Bevendolo mi resi conto che il sapore assomiglia alla feta.

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Man mano che mi avvicinavo al deserto il clima si faceva più caldo e una volta lasciatami alle spalle la catena montuosa dell’anti Atlante, arrivai alle alture di Ouarzazate da dove poi mi spostai verso Nkob, l’ultima oasi prima delle grandi dune del deserto del Sahara. Il mare di sabbia era li ad aspettarmi e io quando lo vidi provai una sensazione di soddisfazione, come se avessi raggiunto lo scopo del mio viaggio. Avevo riservato per me una tenda in camp nell Erg Chigaga per due notti. Come sempre il deserto mi stava regalando silenzi magici, quando dopo cena attorno ad un fuoco i gestori del camp iniziarono a suonare musiche arabe, ed allora capii che era il momento di accedere il sigaro che mi ero portato, con la promessa di accenderlo solo nel momento del viaggio nel quale avrei sentito la pace interiore. E così fu accesi il sigaro e mi lascia cadere sulla sabbia, guardando le stelle ed ascoltando passivamente la musica e i canti dei musicisti. Quello fu il momento magico di questa avventura, magia che ricerco ad ogni mio viaggio avventura.

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