Buono come il pane

Buono come il pane

Quella del pane è una storia antichissima, lunga più o meno quanto quella dell’umanità. In questa storia un capitolo decisivo l’hanno scritto gli Egizi, sono stati loro i primi veri panettieri ed hanno posto le basi affinché il pane potesse conoscere un successo senza fine e senza frontiere. Avevano scoperto che per ottenere il “magico” risultato del pane lievitato, bastava aggiungere all’amalgama di chicchi macinati ed acqua un pezzetto di pasta avanzata il giorno prima, dal sapore un poco acidulo, che per questo veniva gelosamente custodita – come fosse cosa sacra – in ogni casa egizia.

Dagli Egizi appresero a panificare anche i Greci, che tra l’altro perfezionarono la costruzione dei forni. A Roma il pane entrò nell’uso quotidiano soltanto verso la fine del periodo della Repubblica: stando a quanto racconta Plinio, la sua cottura fu introdotta nel 168 a. C., ad opera di alcuni schiavi catturati in Macedonia dopo la sconfitta del re Perseo.

L’abilità raggiunta dai fornai romani andò perdendosi nel corso delle invasioni barbariche e del Medio Evo, periodo durante il quale soltanto i monasteri possedevano panetterie di qualche importanza.

Nell’Alto Medioevo prevalse la panificazione privata, poiché ogni signore possedeva il proprio forno e anche il proprio mulino per macinare il grano e produrre così la farina. Fu proprio nel periodo del Medioevo che il pane vide crescere il proprio prestigio per la sua funzione nella sacralità della religione cristiana.

Esistono varietà innumerevoli di pane, in Italia e in tutto il mondo. Ecco alcuni dei 250 tipi di pane che troviamo in Italia: la pitta in Calabria, la rosetta nel Lazio, il pan de frizze nel Friuli, la coppia ferrarese e la piadina in Emilia-Romagna, il pane d’Altamura in Puglia, il pane carasau in Sardegna, il pane mica e i grissini torinesi in Piemonte, il pane forte in Sicilia, il pane sciocco, cioè senza sale, in Toscana.

Perché in Toscana il pane è senza sale? E’ dovuto ad un evento storico del XII secolo, periodo in cui, durante le guerre tra Firenze e la repubblica marinara di Pisa, quest’ultima interruppe il commercio di sale con l’entroterra. Il sale divenne pertanto un prodotto costoso che i contadini e le famiglie dell’epoca non potevano permettersi, così i fiorentini furono costretti a produrre pane senza sale, di conseguenza si diffusero ricette e piatti particolarmente saporiti. Come la Panzanella, piatto fresco tipicamente estivo.

Panzanella

Ingredienti per 4 persone

3 Kg di pane toscano raffermo, 2 pomodori da insalata, 1 cetriolo, alcune foglie di basilico, cipolla tagliata fine (a piacere), 2 costole di sedano, sale q.b. olio di oliva q.b., aceto q.b.

Mettere a bagno in acqua il pane per un po’, poi strizzare metterlo in una ciotola. Tritare gli altri ingredienti e condire. Prima di servire tenere in frigo per almeno 1 ora.

L’ autrice Federica Pisani

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