Lavorando in Nuova Zelanda

Lavorando in Nuova Zelanda

Carissimi magari vi starete chiedendo: ma per andare in Nuova Zelanda non aveva fatto il Working Holiday Visa? Quindi dove è la parte lavorativa ?! Eccola qua …

Come molti di voi sapranno la Nuova Zelanda è un paese con una densità demografico bassa. Il che vuol dire pochi abitanti per Km quadrato, infatti la Nuova Zelanda è al posto 205 su 244 stati (193 indipendenti + Vaticano e Taiwan e le dipendenze). Questo significa che è un paese in cerca di lavoratori, specializzati e non, con un sistema di ricerca di lavoro per gli stranieri ben fatto (https://www.newzealandnow.govt.nz/work-in-nz/finding-work/finding-applying-for-jobs). Nelle nostre intenzioni c’era quello di fare lavori saltuari per poi dopo  guardarci intorno per una posizione più stabile. Voglio subito precisare, che il lavoro manuale non manca di certo, ma per le posizioni di “ufficio” è richiesta una certa esperienza e ovviamente un ottimo livello di inglese (non pensiate di migliorare il vostro inglese svolgendo lavori di ufficio, dovete essere già pronti). Detto questo noi avevamo in progetto di fare esperienze lavorative in: Bar, Fattorie, Vigneti e Negozi di Sport, e così fu.

Arrivammo a Queenstown nel secondo pomeriggio e subito ci dirigemmo ad un internet caffè, dove sapevamo di trovare annunci di stanze e case in affitto. Si dice che la fortuna premia gli audaci…ci saltò subito all’occhio un annuncio che diceva: stanza matrimoniale disponibile in una villetta indipendente con parco e vista sulle montagne a Frankton sul lago Wakatipu. Cosa voleva dire “con parco” lo scoprimmo dopo. La casa era posizionata, insieme ad altre villette, su un parco enorme che finiva sulle sponde del lago, da una parte le montagne dall’altra il lago. La stanza era accogliente, essenziale ma accogliente, il riscaldamento non esisteva o meglio era a tetto, nel senso che l’aria calda del camino, andava ad irradiarsi nel tetto e nei muri, cerando calore. Risultato ? Un freddo allucinante, ma la casa era proprio come noi la volevamo, con in più degli inquilini fantastici. La ciliegina sulla torta fu il fatto che mentre stavamo decidendo se prenderla o no fuori stava nevicando, cerando una atmosfera magica che ci indusse ad accettare senza indugiare oltre

Si lo so scelta affrettata, visto che era la prima casa che vedevamo, ma la scelta si è poi rivelata vincente. I nostri simpatici inquilini erano: Un barista Irlandese (James, amate delle parolacce italiane e delle torte), una coppia composta da un ragazzo Inglese (Tristan) e una ragazza Giapponese (Sakura), e una coppia Canadese (dei quali non ricordo il nome, ma lui faceva il carpentiere e girava il mondo in cerca di cantieri per lavorare). Risultato ? ogni sera infinite partire a carte, cene barbecue e torte fatte da Sara decorate con parolacce in italiano per fare contento James… ovviamente birra a volontà.

Io James e Tristan nella nostra casa a Queenstown

Io James e Tristan nella nostra casa a Queenstown

imgp0461

Grazie a James, Sara fu la prima a trovare lavoro coma cameriera nel bar che lui gestiva. Io invece dopo qualche giorno trovai lavoro in un negozio di sport (Outside Sport) come commesso. Avevo mandato il Cv tramite il link che ho allegato sopra. Quindi il nostro primo obbiettivo lavorativo era stato portato a termine. Dopo due mesi iniziammo a guadarci intorno per cambiare lavoro, ci capitò l’occasione di spostarci per un mese nelle pianure desolate dell’isola del Sud e precisamente ad Ashburton, dove io lavoravo come fattore e Sara come baby-sitter per le figlie del padrone delle fattoria, quindi avevamo vitto alloggio e stipendio.

Tra le mie mansioni c’erano cowboy in moto (alla sera riportavo le mucche in stalla dopo l’ultima mungitura, seguendole invece che con il cavallo con la moto) e per due volte al giorno mungevo le mucche con degli aspiratori da applicare alle mammelle e loro puntualmente cercavano di scalciarmi o riempirmi di materia organica…

La giornata tipo era ben scandita: la mattina sveglia alle 5:30, alle 8 rientravamo per colazione, poi pausa pranzo di un’ora alle 12 . Alle 18 rientravamo a casa dove ad attenderci c’era tanta birra e un buon (dipende dai gusti) pasto caldo. Durate le lunghe giornate Sara faceva da babysitter alle 3 figlie svolgendo anche una simil funzione da dama di compagnia alla padrona di casa che contraccambiava con biscotti e dolciumi vari.

Quando il cuore (e il fisico) ci dissero è ora di cambiare era ormai Agosto inoltrato. Il nostro ex inquilino di Queenstown insistette perché si tornasse nel vecchio appartamento e così fu . Per 15 giorni lavorai in una vigna dove per tutto il giorno dovevo con un paio di cesoie in mano tagliare le viti malate, niente di esaltante. Fortunatamente James ci chiese di lavorare per lui nel suo bar così sia io che Sara per un mese ancora lavorammo nel bar gestito da James, io lavavo i piatti e preparavo i frullati, mentre Sara stava in sala visto che più che un bar era un Diner quindi fast food.

Sara fa la babysitter

Sara fa la babysitter

Sara e James al cafè Lavina

Sara e James al cafè Lavina

Il Fattore della fattoria dove lavoravamo

Il Fattore della fattoria dove lavoravamo

Riassumendo possiamo dire che si torva facilmente lavoro in Nuova Zelanda ? si

Ma attenzione è meglio se ci andate con le idee chiare altrimenti rischiate di rimanere delusi. Il mio modestissimo parere è di perdere contatti prima, magari dal link che ho allegato sopra, scrivere più mail possibile in anticipo e sopratutto capire che tipo di lavoro volete fare, se semplici lavoretti stagionali come ho fatto io, oppure se volete intraprendere qualcosa di più serio e formativo magari per avere un serio progetto di trasferimento.

La nostra casa a Queenstown

La nostra casa a Queenstown

Nessun commento

Rispondi